La timidezza: una malattia o una risorsa?

Quando torni single, torni anche a fare i conti con una serie di difetti che avevi dimenticato.

Difetti? la timidezza cos’è? un difetto, una risorsa, una semplice caratteristica, cosa caxxo è?

Se cerchi in internet, trovi: 10 modi per superare la timidezza, 47 modi per sconfiggere la timidezza..e così via. Come se fosse un mostro. E forse in questa società lo è. Per i timidi la vita è oggettivamente più difficile.

Poi c’è un altro articolo che dice che la timidezza è una risorsa, e indica una serie di vantaggi, tra cui saper ascoltare, essere sensibili, capire i bisogni degli altri. Quindi per chi è una risorsa, per me o per gli altri?

Poi, ieri, mi è stato detto che mi fido troppo degli altri, che tendo a cercare negli altri troppo un punto di riferimento, che non penso mai male, insomma che sono un’ingenua. Inoltre, mi è stato detto che nel lavoro cerco troppo un riferimento.

Messa così, davanti alla realtà, mi sono sentita un pò frastornata. Erano cosa che sapevo già di me, ma vederle ora così, sulla carta, mi ha fatto un pò strano.

Ovviamente, se vai dal dermatologo, ti dice che hai la pelle impura, se vai dall’estetista, ti dice che hai bisogno di una pulizia del viso. E’ ovvio. Tutti combattono contro qualcosa.

L’unica cosa che ti salva, in questo mondo, oltre naturalmente agli affetti, sono le passioni.

Una passione può essere qualsiasi cosa, non deve essere qualcosa di grandissimo. Una cosa che ti porti nello stato di flusso.

Per esempio per me è la palestra, i libri di psicologia, ascoltare le persone, migliorare me stessa, rendermi utile.

Vorrei vivere la vita a 360 gradi, quello non riesco ancora a farlo. Ma farò di tutto d’ora in poi.

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Canzoni per ogni stato d’animo e per cambiare lo stato d’animo

La musica è stata fondamentale nel corso della mia vita e lo è tuttora: ho studiato al conservatorio, ma dopo averlo lasciato, il mio orecchio continua a funzionare molto bene e ad apprezzare e riconoscere qualsivoglia brano e artista siano meritevoli, secondo i miei personalissimi canoni, ovvio.

Durante l’università, il mio modo per tranquilizzarmi è stato il seguente, e giuro, funzionava:

Sdraiata in posizione shavasana, con la canzoni Ehi Jude nelle orecchie, a fare lunghe e profonde respirazioni. Nel migliore dei casi riuscivo anche a immaginare me sdraiata sulla sabbia vicino al mare alle 8 di sera. Beh, funzionava.

Ma non lo dico io che la musica ha un potere terapeutico, lo dicono le ricerche:
la musica è in grado di darci piacere. Al pari di cibo, sesso e droghe, rilascia dopamina nel cervello. Gli stimoli dovuti a questi quattro elementi dipendono da un circuito cerebrale sottocorticale nel sistema limbico, formato da strutture cerebrali che gestiscono le risposte fisiologiche agli stimoli emotivi. L’aspetto curioso è che da studi scientifici pare che gli stimoli emotivi legati a musica, cibo, sesso e droghe attivino tutti un sistema in comune.

“Gli scienziati della McGill University di Montreal hanno misurato attraverso la risonanza magnetica le onde cerebrali di alcune “cavie” che si sono sottoposte ad un esperimento: ascoltare 60 pezzi di musica casuali, selezionati attraverso un programma come iTunes configurato sui loro gusti, precedentemente dichiarati. La risonanza ha evidenziato che ilNucleus accumbens (un sistema di neuroni che gioca un ruolo importante nei meccanismi di rinforzo, nella risata, nella dipendenza, nell’elaborazione delle sensazioni di piacere e paura oltre che all’insorgere dell’effetto placebo) interagiva durante le sessioni di ascolto della musica con la corteccia uditiva, la zona che memorizza le informazioni sui suoni e la musica che ascoltiamo.”

Quindi ecco alcune delle canzoni che ho selezionato io per stati d’animo:

Canzoni per estraniarmi dal mondo crudele

Dreamer (Martin Garrix feat. Mike Yung): comunque in generale, a Martin Garrix va data una possibilità, è tanta roba.

Canzoni per uno stato d’animo nostalgico misto felicità misto malinconia:

Tu come stai (Baglioni, no non ne ho ancora abbastanza nemmeno dopo Sanremo);


chi viene a prenderti?
Chi ti apre lo sportello
Chi segue ogni tuo passo?

Rimmel (De Gregori);

Sempre e per sempre (sempre De Gregori,ahahah);

E’ sempre bello, Coez: non so scegliere quale sia la parte più bella. Mi piace proprio tutta.

Notte prima degli esami, Venditti;

Benvenuto, Laura Pausini;

Shallow, Lady Gaga e myamor Bradley;

Canzoni per farmi del male:

  • La sera dei miracoli (Lucio Dalla);

E in mezzo a questo mare
Cercherò di scoprire quale stella sei
Perché mi perderei
Se dovessi capire che stanotte non ci sei

  • Amici mai (Antonello Venditti);

Canzoni anti-ansia pro-relax:

  • Ehi Jude (Beatles);
  • Imagine (Beatles);
  • Perfect (Ed Sheran);
  • Nessun dorma!!! Tanta robbbba

Canzoni per caricarmi;

  • Don’t let me down (the Chainsmokers);
  • Timber (Pitbull feat Kesha);
  • Ain’t me (Kygo and Selena Gomez)
  • Happy now (Kygo);
  • Run the world (Beyoncè)
  • Firestarter (the Prodigy)

Per ora mi vengono in mente queste, poi le aggiornerò man mano,

come si dice da ste parti….STAY TUNED!!!

Gioco: fai un elenco delle cose che ti piacciono di più, senza pensarci

Leggevo il libro di Federica Bosco, “il peso specifico dell’amore”. Mi sta piacendo molto, mi sento molto la protagonista mio malgrado.

Ad un certo punto, lei e un altro personaggio fanno un gioco:fai un elenco delle cose che ti piacciono di più, senza pensarci troppo.

Ecco le mie:

  • fare colazione in un bar elegante, la domenica mattina, con l’odore di brioche, sorseggiare un cappuccino e divorare un babà, con una mia amica;
  • le stradine dietro piazza Maggiore di Bologna;
  • la grandine;
  • il mio cane che mi poggia il musetto sulle gambe;
  • un’amica che dopo aver parlato con me mi dice: “grazie, mi sento proprio meglio”;
  • i miei che sono felici;
  • l’altare della Patria;
  • le battute stupidissime che non fanno ridere;
  • la pizza;
  • le polpette al sugo;
  • un caffè su un tavolino in un bar della Feltrinelli con 10 libri di fianco a me;
  • una giornata in cui hai dato tutto quello che potevi dare e ti senti rilassato;
  • il mare alle 20:00 d’estate;
  • i video di Miletto

Ogni volta che sono depresso per come vanno le cose al mondo, penso all’area degli arrivi dell’aeroporto di Heathrow. È opinione generale che ormai viviamo in un mondo fatto di odio e avidità, ma io non sono d’accordo. Per me l’amore è dappertutto. Spesso non è particolarmente nobile o degno di nota, ma comunque c’è: padri e figli, madri e figlie, mariti e mogli, fidanzati, fidanzate, amici. Quando sono state colpite le Torri Gemelle, per quanto ne so nessuna delle persone che stavano per morire ha telefonato per parlare di odio o vendetta, erano tutti messaggi d’amore.

Io ho la strana sensazione che – se lo cerchi – l’amore davvero è dappertutto.

Io credo valga lo stesso per la bellezza.

Come bisognerebbe vivere

Vorre essere questa….
Invece assomiglio più a questa…per espressione. PS. Lei è stupenda ovviamente.

Bisognerebbe vivere la vita in maniera Proattiva, come dicono nelle aziende.

Non subire la vita nella sua generalità, perchè ci sono già cosa che come umani non abbiamo il potere di controllare, quindi bisognerebbe stare attivi per quella parte di cose che possiamo “gestire”.

Ad esempio, i nostri obiettivi.

Tutto ciò implica la consapevolezza di sapere cose vogliamo.

Ma, in generale, le cose che faccio nella giornata dovrei farle perchè vorrei volerle fare.

Tipo il mangiare sano, tipo la palestra.

Non so se mi sono spiegata bene.

L’avevo detto che avrei scritto quello che mi passava dalla mente.

Cronache di un colloquio

Alla faccia della dieta della sportiva. Sta mattina colazione dolce:

una fetta di ciambellone fatto da me (o meglio dal Bimby, ma gli ingredienti dentro ce li ho messi io..quindi l’ho fatto io) + 2 piccoli loaker + un pezzettino ino ino di savoiardo. Naturalmente il tutto accompagnato da tanto the normale, non verde e uno yogurt greco. Perchè dopo tutti sti zuccheri, le proteine non possono mancare.

Oh e lo so, sono un porcellino d’India, ma se non mi levo la voglia di dolce a colazione, starò incazzata tutto il giorno e me la prenderò con la prima persona che capita, e allora perchè fare questo? Tanto tra un pò vado in palestra. (qua Miletto, Andrea Biasci e tutti quello che seguo su Instagram e Youtube mi prenderebbero a calci…lo so. Ma la situa è che in questo momento le occasioni che ho di produrre sostanza chimiche benefiche dal cervello sono diminuite rispetto al passato, e quindi mi devo arrangiare come posso, non riesco a resistere come un tempo, come quando avevo una relazione stabile e una strada chiara da seguire davanti a me).

E poi ieri ho camminato minimo km a Roma. Questa è la cosa positiva di Roma (per me), che se aspetto l’autobus, ci metto di più che mettermi a camminare. E allora cammino, cammino. E mi ritrovo ad aver fatto ogni volta minimo 5000 passi(ho l’app Pacer che conta i passi), e visto che il PT l’altro giorno mi ha detto che “devo smazzare”, sia benvenuta Roma e le camminate.

Ma detto ciò, ieri c’è stato questo colloquio, per un corso di formazione in amministrazione e selezione del personale. La cosa che mi ha stupito, non dovrebbe, lo so, ma mi ha stupito, è che c’erano diverse persone, grandi. Alcune di loro, erano lì perchè “volevano reinventarsi”. Una di loro era mamma di due bambine, e ha confessato che quando dice che ha due figlie, i datori di lavoro la allontanano come se avesse la lebbra. La ragazza che ci ha accolto era una simpaticissima napoletana, o comunque io non so distinguere un accento napoletano da uno salernitano, ma aveva un tipo di humour simile al mio, quindi ho pensato che pure se la possibilità di essere presa fosse bassa, quasi nulla, almeno avrei passato due ore piacevole.

Mentre ascoltavo le storie di persone molto più grandi di me, mi sono sentita quasi scema per il fatto di pensare che a 29 anni mi sento da buttare.

Poi, naturalmente, quando si è trattato di parlare di me, un minuto prima mi è salita l’ansia. Cioè, ma io dico, ora capisco il colloquio in cui ti stai giocando il posto, il tuo futuro. Ma è un corso di formazione professionale, e anche lì, mi sono impanicata. Ma è durata poco per fortuna. Perchè poi mi sono subito rilassata.

Ma Christ..ian. Ma perchè sono l’unica che si impanica? erano tutti tranquilli, ho pensato. Cioè, devo accettarla questa cosa di me? che prendo quasi tutto come fosse una questione di vita o di morte? che quando mi si chiede di parlare di me vado nel panico come Maria Antonietta prima della ghigliottina? Passerà? non passerà? Dovrò buttarmi sui prodotti legali a base di cannabis (ripeto..legale..non sia mai) per stare più tranquilla? beh non sarebbe una cattiva idea. C’ho pensato spesso di aprirmi un negozio di cannabis, e nelle pause in cui non ci sono clienti andare nella ipotetica stanzetta che non si vede al pubblico, a fumarmene un pò di tanto in tanto.

Comunque, il corso è molto interessante, e le probabilità di essere presa poche, perchè come ha detto la recruiter, si sceglierà chi, in base alle sue esperienze, abbia più possibilità di essere occupabile attraverso questo corso.

Vedremo.

Bye.

Buongiorno con i pancake proteici

bruttarelli però

Mi sono resa conto, dopo la visita di ieri, di avere un obiettivo in termini di remise en forme troppo generico. Nel senso che nella mia testa l’obiettivo è sempre e comunque quello di dimagrire, fin da quando persi 20 kg a 14 anni, anni in cui avevo raggiunto la bellezza di 83 kg.

Ora, alla veneranda età di 29 anni, devo cambiare approccio, forse è ora…forse forse.

Tutti i life coach ci insegnano che l’obiettivo deve essere S.M.A.R.T.:

  • S = Specific (Specifico)
  • M = Measurable (Misurabile)
  • A = Achievable (Raggiungibile)
  • R = Realistic (Realistico)
  • T = Time-Based (Temporizzabile)

Ecco, tutto ciò che il mio obiettivo di Dimagrire, non era.

Non ho ancora il coraggio di pesarmi, ma una foto posso farla, e anche prendere le misure. Quindi oggi o domani farò una foto, davanti e (ahimè) dietro, e confinerò i dolci solo al week end. Devo capire che i dolci sono una droga, gli zuccheri. Devo solo disintossicarmi. (sembra facile).

Oggi inizierò il mio stile di vita sano, o pseudosano, dal momento che me piace magnà, me piace da morì, e allora forse forse farò più fatica dei comuni mortali o di quelle ragazze che non hanno mai fame, “oh mi son dimenticata di pranzare; oh guarda oggi non ho molta fame; oh! la mela adesso non mi va, ne mangio metà!….

Insomma, io sono la tipa che di mele ne mangerebbe anche 6, (intendo dopo i pasti) e poi pure il dolce dopo. Ma torniamo a NOI.

Oggi buongiorno con i pancake, prima di andare a Roma alle 12:30.

Ingredienti:

  • 30 g farina integrale;
  • 100 ml di albumi (in brick);
  • mezza banana;
  • cannella;
  • stevia;
  • bicarbonato e aceto di mele.

Io sopra ci metto come topping 50 g di skyr e un cucchiaino di marmellata di lamponi fatta in casa.

Che dire, a me fanno impazzire, e ci vuole poco. Conviene prepararseli la sera se non siete tipe mattiniere.

Ne varrà la pena.

Visita dal Personal Trainer in palestra

E quindi oggi ho fatto la visita dal personal trainer:

  • -1,5 cm di vita
  • cosce sempre le stesse
  • -1 cm di pancia
  • circonferenza ginocchia sempre le stesse

Peso non si sa perché non mi peso.

Non ero contenta, perché quello che mi interessavano erano le gambe. E le cosce, e quelle non si riducono.

Comunque, se non elimino i dolci e cammino un pò di più, è inutile.

E come sempre mi sento come quando ero piccola, e il dietologo mi pesava. Dopo una visita del genere esco sempre sconfitta, perchè mi vergogno di farmi vedere in mutande da un ragazzo, innanzitutto. Che non sia il mio ragazzo, ho paura che racconti agli altri come sono, che ho la cellulite, cose così.

Poi però ho pensato che ok, le cosce sono sempre quelle che sono. Ma a me piace allenarmi, ho trovato qualcosa che mi fa stare bene e non lo mollerò.

Sarò costante, perchè “gutta cavat lapidem”, tradotta letteralmente, “la goccia perfora la pietra”… … non per la sua forza, ma col cadere spesso.

In altre parole, quello che conta è la costanza, LA GRINTA, la Consistency, per dirla alla Montemagno.

Io voglio dimostrare a me stessa che la grinta è più importante della mia genetica.

Ce la farò?

Ai posteri l’ardua sentenza.